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Permessi Legge 104: 3 giorni al mese + 10 ore novità 2026, guida completa

24 aprile 2026 · 9 min di lettura

Chi assiste un familiare con disabilità grave ha diritto a 3 giorni al mese retribuiti e, dal 2026, a 10 ore annuali aggiuntiveper visite, esami e terapie. Il pagamento è a carico dell'INPS, anticipato in busta paga. Ecco tutto quello che devi sapere.

Cosa dice la Legge 104

L'art. 33 comma 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 riconosce al lavoratore dipendente il diritto a 3 giorni di permesso mensili retribuiti per assistere un familiare con handicap in situazione di gravità(certificato ai sensi dell'art. 3 comma 3 della stessa legge dalla commissione medica integrata ASL/INPS).

Stesso diritto spetta anche al lavoratore disabile che vuole fruire dei permessi per se stesso.

Chi ha diritto (aventi diritto)

I permessi possono essere richiesti da:

  • Il lavoratore disabile stesso (autoassistenza)
  • Genitori, anche adottivi o affidatari
  • Coniuge, parte di unione civile, convivente di fatto
  • Parenti o affini entro il 2° grado (es. nonni, fratelli, suoceri, cognati)
  • Parenti o affini entro il 3° grado solo se i genitori o il coniuge del disabile sono deceduti, mancanti, hanno compiuto 65 anni o sono affetti da patologie invalidanti

Requisiti del lavoratore

  • Essere dipendente pubblico o privato (anche part-time)
  • Essere assicurato INPS per le indennità di maternità
  • Il familiare assistito deve avere la certificazione di gravità della commissione medica ASL/INPS

Abolizione del referente unico

Fino al 2022 vigeva il principio del referente unico: per lo stesso familiare disabile, solo un lavoratore alla volta poteva fruire dei permessi.

Il D.Lgs 30 giugno 2022, n. 105 ha abolito questo principiodal 13 agosto 2022. Oggi più familiari aventi diritto possono alternarsi nella fruizione dei permessi, nel limite complessivo di 3 giorni al mese per lo stesso disabile.

Ogni richiedente deve allegare alla propria domanda la dichiarazione del disabile che lo indica come persona di cui avvalersi.

Le alternative ai 3 giorni mensili

In alternativa ai 3 giorni mensili, il lavoratore può scegliere:

Orario di lavoroPermesso orario alternativo
Pari o superiore a 6 ore giornaliere2 ore al giorno retribuite
Inferiore a 6 ore giornaliere1 ora al giorno retribuita

Non è possibile cumulare 3 giorni mensili + 2 ore/giorno: vanno scelti alternativamente.

Novità 2026: le 10 ore aggiuntive (Legge 106/2025)

La Legge 18 luglio 2025, n. 106, in vigore dal 1° gennaio 2026, ha introdotto un plafond aggiuntivo di 10 ore annuali retribuite, utilizzabili esclusivamente per:

  • Visite specialistiche
  • Esami diagnostici
  • Analisi cliniche
  • Trattamenti terapeutici

Queste 10 ore si sommanoai 3 giorni mensili: non li sostituiscono. L'INPS ha emanato una circolare specifica con le istruzioni operative per richiedere il nuovo plafond.

Novità 2026: controlli INPS periodici

Dal 2026 l'INPS è tenuto a svolgere verifiche periodichesullo stato di invalidità e sulla persistenza del grado di gravità della disabilità. Le ispezioni sono programmate e hanno l'obiettivo di confermare che i requisiti sanitari alla base dei permessi siano ancora presenti.

Per chi assiste un familiare con disabilità permanente e certificata, l'impatto pratico è limitato. Per chi invece ha una certificazione più datata o con condizioni suscettibili di revisione, è opportuno tenere aggiornata la documentazione sanitaria.

Come si richiedono i permessi

La procedura è in due passaggi:

  1. Domanda all'INPS: tramite il portale MyINPS(con SPID, CIE o CNS), presso un Patronato o via Contact Center. Alla domanda vanno allegati: verbale di riconoscimento della gravità, documento di identità, dichiarazione del disabile
  2. Comunicazione al datore di lavoro: una volta ottenuta l'autorizzazione INPS, il lavoratore comunica al datore le giornate pianificate (con preavviso, salvo urgenze)

Come sono pagati: meccanismo e busta paga

Il costo dei permessi è a carico dell'INPS. Il meccanismo ordinario prevede:

  1. Il datore di lavoro anticipal'indennità al lavoratore direttamente in busta paga
  2. Il datore compensal'importo con i contributi previdenziali dovuti all'INPS (conguaglio mensile)
  3. Se il datore non anticipa, l'INPS eroga l'indennità direttamente al lavoratore

L'indennità corrisponde alla normale retribuzione mensile: non ci sono decurtazioni, neanche sulle mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima, dove prevista).

Voci in busta paga da cercare

Le voci più comuni associate ai permessi 104 sono:

  • Indennità L.104 o Permesso L.104/92: identifica l'importo del permesso fruito
  • Maggiorazione ratei PG: compenso aggiuntivo calcolato su ratei di tredicesima, quattordicesima (se prevista) e ferie, dovuto perché i permessi 104 producono gli stessi ratei del lavoro effettivo
  • Ore/giornate L.104: indicate nella sezione “assenze” o “competenze”

Uso corretto e abuso: cosa dice la Cassazione

L'utilizzo dei permessi 104 per attività diverse dall'assistenza costituisce giusta causa di licenziamento. Ma cosa si intende per “assistenza”?

La Cassazione, ordinanza n. 23185 del 12 agosto 2025, ha chiarito che:

  • L'assistenza non devecoincidere con tutto l'orario del permesso
  • È ammesso assentarsi dalla casa del familiare per commissioni a suo favore (farmacia, spesa, uffici pubblici, visite)
  • L'assistenza può essere prestata anche in orario serale o notturno, purché sia effettiva

Configura abuso, invece, l'utilizzo del permesso per attività totalmente estranee all'assistenza (vacanze personali, lavori in nero, attività ricreative non collegate al familiare).

Cosa controllare in busta paga

  1. Giornate/ore corrette: il numero di giorni o ore di permesso 104 in busta paga corrisponde a quelle richieste?
  2. Indennità piena: l'importo erogato equivale alla normale retribuzione per quelle giornate?
  3. Ratei: la voce “Maggiorazione ratei PG” è presente? Senza di essa perdi la maturazione di tredicesima e ferie su quei giorni
  4. Contributi: i contributi INPS sono calcolati sulla retribuzione piena, non ridotti
  5. 10 ore aggiuntive 2026: se le hai utilizzate, verifica che siano riportate separatamente

Altri istituti collegati

I permessi 104 non sono l'unica tutela. A seconda della situazione si possono aggiungere:

  • Congedo straordinario biennale(art. 42 c.5 D.Lgs 151/2001): fino a 2 anni nell'intero arco lavorativo per assistere familiari con grave disabilità, indennizzato dall'INPS
  • Prolungamento del congedo parentale(art. 33 D.Lgs 151/2001): fino ai 12 anni del figlio con disabilità grave
  • Priorità smart working(D.Lgs 105/2022): chi assiste familiari disabili ha priorità sulle richieste di lavoro agile

Verifica rapida della busta paga

Controllare manualmente che permessi, indennità e ratei siano corretti richiede tempo. Puoi iniziare con il nostro calcolatore stipendio netto per verificare il netto, oppure caricare la busta paga sul controllo busta paga online: in pochi secondi ricevi un'analisi voce per voce, con segnalazioni su eventuali anomalie nel calcolo dei permessi 104.

Vedi anche la nostra guida a come leggere la busta paga per orientarti tra le varie sezioni del cedolino.

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