NASpI 2026: come funziona, importo, durata e requisiti — guida completa
27 aprile 2026 · 9 min di lettura
La NASpI è l'indennità mensile di disoccupazione INPS per chi perde il lavoro in modo involontario. Nel 2026 il massimale sale a 1.584,70 € lordi al mese (Circolare INPS 4/2026), restano i 13 settimane di contributicome requisito chiave e arriva una novità sulla NASpI anticipata, ora erogata in due rate. Ecco tutto quello che serve sapere.
Cos'è la NASpI
La NASpI(Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità mensile di disoccupazione introdotta dal D.Lgs 4 marzo 2015, n. 22(artt. 1-15) e gestita dall'INPS. Sostituisce la vecchia ASpI e mini-ASpI ed è destinata ai lavoratori dipendenti del settore privatoche hanno perso il lavoro contro la loro volontà.
È finanziata da una contribuzione a carico del datore di lavoro (1,61% della retribuzione imponibile, di cui 1,31% destinato specificamente alla NASpI) e copre periodi di disoccupazione fino a 24 mesi.
Chi ne ha diritto: i requisiti
Per ottenere la NASpI bisogna avere tutti e tre questi requisiti:
- Stato di disoccupazione involontaria: il rapporto di lavoro deve essere cessato per cause nondipendenti dalla volontà del lavoratore (licenziamento, scadenza contratto a termine, fine apprendistato, dimissioni per giusta causa, dimissioni nel periodo tutelato di maternità, risoluzione consensuale a seguito di rifiuto di trasferimento oltre 50 km o 80 minuti)
- 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione versate nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro (art. 3 D.Lgs 22/2015)
- Iscrizione al Centro per l'Impiegocon dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), di solito gestita contestualmente alla domanda online INPS
Categorie di lavoratori coperte
- Dipendenti privati a tempo indeterminato e determinato
- Apprendisti
- Soci lavoratori di cooperativa con rapporto subordinato
- Personale artistico con rapporto subordinato
- Dipendenti di pubbliche amministrazioni con contratto a tempo determinato
Quando la NASpI NON spetta
Le situazioni più frequenti che escludono dal diritto:
- Dimissioni volontarie(salvo giusta causa o periodo tutelato della maternità)
- Risoluzione consensuale non rientrante nei casi previsti dalla legge
- Licenziamento per giusta causa— attenzione: in realtà la NASpI spettaanche al licenziato per giusta causa, perché comunque la cessazione non è dovuta alla volontà del lavoratore di lasciare il posto. Le esclusioni riguardano dimissioni e risoluzioni consensuali
- Pensionati di vecchiaia o anticipata
- Lavoratori autonomi senza tutela ordinaria contro la disoccupazione
Quanto si prende: il calcolo
La NASpI viene calcolata sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, moltiplicata per il numero medio di settimane lavorate nello stesso periodo e ridotta sulla base di una soglia di riferimento.
Per il 2026, la Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 ha aggiornato i valori (rivalutazione ISTAT +1,4%):
| Parametro 2026 | Valore |
|---|---|
| Soglia di riferimento | 1.456,72 € mensili lordi |
| Massimale NASpI | 1.584,70 € mensili lordi |
La formula:
- Retribuzione media ≤ 1.456,72 €: NASpI = 75% della retribuzione media
- Retribuzione media > 1.456,72 €: NASpI = 75% di 1.456,72 € (= 1.092,54 €) + 25% della parte eccedente, fino al massimale di 1.584,70 €
Esempio pratico: se la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni è 1.800 €:
- 75% di 1.456,72 € = 1.092,54 €
- Eccedenza: 1.800 € − 1.456,72 € = 343,28 €
- 25% di 343,28 € = 85,82 €
- NASpI lorda mensile = 1.178,36 €
L'importo è lordo: subisce trattenute IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente, quindi il netto in tasca è circa il 20-25% in meno (dipende dalle aliquote personali e dalle detrazioni applicate dall'INPS, che agisce come sostituto d'imposta).
Per quanto tempo: la durata
La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate nei 4 anni precedenti la cessazione, fino a un massimo di 24 mesi (104 settimane).
| Settimane contributive nei 4 anni | Durata NASpI |
|---|---|
| 52 settimane (1 anno) | 26 settimane (≈ 6 mesi) |
| 104 settimane (2 anni) | 52 settimane (12 mesi) |
| 156 settimane (3 anni) | 78 settimane (≈ 18 mesi) |
| 208 settimane o più (4 anni pieni) | 104 settimane (24 mesi)— tetto massimo |
Le settimane già utilizzate per una precedente NASpI nei 4 anni precedenti non si contano due volte: vengono sottratte dal calcolo della nuova prestazione.
Decalage: la riduzione del 3% mensile
Dopo un periodo iniziale di stabilità, la NASpI inizia a ridursi automaticamente del 3% al mese:
- Sotto i 55 anni: il decalage parte dal 6° mese di fruizione (181° giorno)
- Da 55 anni in su(al momento della domanda): il decalage parte dall'8° mese (241° giorno)
Il meccanismo è pensato per incentivare la ricerca attiva di lavoro: più tempo si resta in NASpI, meno si percepisce. Il decalage è cumulativo: se al sesto mese si scende a 1.500 €, al settimo si scende del 3% di quel valore (1.455 €), e così via.
Come fare domanda: i 68 giorni
La domanda di NASpI va presentata esclusivamente in modalità telematica all'INPS, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Oltre questo termine il diritto decade, salvo cause di forza maggiore documentabili.
Canali per inviare la domanda
- Portale MyINPS con SPID, CIE o CNS
- Patronato (gratuito): CGIL/INCA, CISL/INAS, UIL/ITAL, ACLI, EPACA e altri
- Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da mobile)
Decorrenza
- Domanda entro 8 giornidalla cessazione → NASpI dall'8° giorno successivo alla cessazione
- Domanda oltre 8 giorni→ si perdono le giornate di ritardo, indennità dal giorno successivo alla presentazione
- Domanda oltre 68 giorni → diritto perso definitivamente
Se nei primi 8 giorni dopo la cessazione si verifica una malattia o un infortunio, il termine dei 68 giorni resta sospeso e ricomincia a decorrere alla fine dell'evento.
Compatibilità con altri redditi
La NASpI non è incompatibilecon un nuovo lavoro, ma con limiti di reddito stringenti. Superati i limiti, si perde l'indennità.
| Tipo di attività | Limite reddito annuo | Effetto sulla NASpI |
|---|---|---|
| Lavoro subordinato | 8.500 € | Riduzione dell'80% del reddito presunto |
| Lavoro autonomo / partita IVA / occasionale | 5.500 € | Riduzione dell'80% del reddito stimato |
In entrambi i casi è obbligatorio comunicare all'INPS il reddito presunto tramite il modello NASpI-COM entro 30 giornidall'inizio dell'attività. Per chi al 1° gennaio 2026 sta già percependo la NASpI e ha avuto redditi nel 2025, la comunicazione annuale va inviata entro il 31 gennaio 2026: la mancata comunicazione comporta la sospensione immediata dei pagamenti.
Novità 2026: NASpI anticipata in due rate
Chi vuole avviare un'attività autonoma o sottoscrivere quote di una cooperativa può chiedere la NASpI anticipata in unica soluzione: l'INPS anticipa l'equivalente delle mensilità ancora dovute, in cambio della rinuncia all'erogazione mensile.
Dal 1° gennaio 2026l'anticipazione non è più corrisposta in un'unica soluzione, ma in due rate:
- 70%all'atto della richiesta, dopo la presentazione della documentazione che attesta l'avvio dell'attività
- 30%al termine della prestazione (entro 6 mesi), previa verifica della prosecuzione dell'attività
La logica: ridurre il rischio di incassi senza effettivo avvio d'impresa e legare l'ultima tranche alla sopravvivenza dell'attività autonoma.
NASpI in busta paga (cedolino INPS)
Quando si percepisce la NASpI, l'INPS invia mensilmente un cedolino della prestazione consultabile dal portale MyINPS o ricevuto via PEC/posta. Le voci principali:
- Indennità lorda: l'importo calcolato secondo la formula vista sopra
- Decalage: la riduzione cumulativa del 3% mensile applicata dal 6° (o 8°) mese
- Trattenute IRPEF: l'INPS agisce come sostituto d'imposta e applica le aliquote ordinarie
- Detrazioni: spettano detrazioni per redditi da lavoro assimilati (art. 13 TUIR), generalmente meno vantaggiose rispetto a quelle del lavoro dipendente puro
- Importo netto: quello effettivamente accreditato sull'IBAN comunicato in domanda
La NASpI non genera contribuzione previdenziale per la pensione diretta, ma il periodo è contributivo figurativo— vale ai fini di anzianità e calcolo pensionistico, secondo regole INPS specifiche.
Cosa controllare dopo la prima mensilità
- Importo coerente con la retribuzione media: moltiplica la tua RAL degli ultimi 4 anni / 12 mesi e applica la formula 75%/25%. Se l'INPS ha calcolato meno, verifica i dati contributivi su MyINPS
- Settimane riconosciute: nella sezione “Estratto conto contributivo” deve risultare il quadriennio completo
- Decalage non anticipato: se hai meno di 55 anni, i primi 5 mesi devono essere a importo pieno
- Iban corretto: l'accredito dovrebbe arrivare tra il 10 e il 15 del mese successivo
- Tassazione applicata: verifica che siano riconosciute le detrazioni spettanti (art. 13 TUIR) e gli eventuali familiari a carico dichiarati
Verifica busta paga e calcoli rapidi
Per controllare i conteggi della tua ultima busta paga prima della disoccupazione — e capire quanto contribuirà al calcolo della tua NASpI — puoi usare il nostro calcolatore stipendio netto per stimare la retribuzione media. Se invece vuoi un'analisi più approfondita della busta paga (trattenute, contributi, voci anomale), carica il PDF su controllo busta paga online: in pochi secondi ricevi un report voce per voce, comprensibile anche senza essere esperti di buste paga.
Vedi anche la nostra guida a come leggere la busta paga e l'articolo sulle trattenute in busta paga: aiutano a leggere con occhio critico anche il cedolino INPS.
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